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Ravenna

Ravenna, a city of art and culture, is known mainly for its early Christian and Byzantine religious buildings. The city enjoyed a period of rebirth from the end of the 10th century thanks to Ravenna archbishops who sponsored the construction of new religious buildings and the restoration of the great basilicas. TODO

Luoghi to visit

Museo Nazionale di Ravenna

Situato nei chiostri di un ex monastero benedettino, in un complesso che ospita, oltre al museo, due dei più importanti monumenti storico-artistici della città: la basilica di San Vitale e il Mausoleo di Galla Placidia.

Il monastero benedettino annesso alla basilica fu fondato con una concessione imperiale (diploma ottoniano) ottenuta per costruire il chiostro nel 999 ed è il principale monastero benedettino della città. Alcuni frammenti di questa struttura sono visibili all’interno del Museo Nazionale.

Sono ancora visibili alcuni archi e finestre a sinistra dell’ingresso attuale, nel primo chiostro del Museo e all’interno della seconda sala. La struttura si è sviluppata dal chiostro ottoniano in un imponente e articolato complesso edilizio che è ora sede della Sovrintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici per le province romagnole e del Museo Nazionale di Ravenna.

Nel Museo sono conservate importantissime opere che vanno dall’epoca romana al Rinascimento e provengono, fra l’altro, dagli scavi dei quartieri portuali tardoromani e bizantini, da quelli presso l’area presso il Palazzo di Teoderico, dalle basiliche di San Vitale e di Sant’Apollinare in Classe.

Basilica di San Vitale

La basilica di San Vitale è tra le massime testimonianze dell’arte paleocristiana. Fu consacrata dal vescovo Massimiano nel 547-48. I moduli costruttivi bizantini sono inseriti in forme spaziali tipiche dell’architettura romana. L’esterno sobrio costruito in laterizi contrasta con la decorazione sontuosa dell’interno, ricca di marmi e mosaici con la quale si intendeva riaffermare la sacralità del potere imperiale. L’impianto è a base ottagonale e l’abside è rivolta a oriente. Fu il riferimento architettonico più importante per Carlo Magno nella costruzione della Cappella Palatina di Aquisgrana.
Gli interventi nella basilica continuarono lungo i secoli. Il vescovo Martino (810-817) commissionò un ciclo pittorico nella cappella del Sancta Sanctorum: ritrovato nel 1903 è in parte conservato nel Museo Nazionale di Ravenna.

Il cosiddetto Palazzo di Teoderico

Il palazzo di Teoderico, raffigurato in un mosaico di Sant’Apollinare Nuovo, per la tradizione storiografica è stato identificato con questa costruzione in laterizi. In realtà si tratta del nartece della chiesa di San Salvatore ad Calchi, risalente al IX secolo, della quale si sono trovate tracce durante gli scavi. La chiesa fu costruita probabilmente nei pressi dell’ingresso del palazzo imperiale e sui suoi resti. Il vero palazzo di Teoderico era comunque situato in quest’area: provengono dal suo interno i mosaici conservati nel portico e nella sala al primo piano dell’edificio tutt’ora conservato. Con l’autorizzazione di Papa Adriano I nel 787, mosaici e marmi furono prelevati dal Palazzo di Teoderico a Ravenna per la costruzione del palazzo imperiale di Carlo Magno.
Il palazzo ospitò gli esarchi durante l’alto Medioevo e successivamente il re Longobardo Astolfo. Si tratta di un caso notevole di continuità di una sede del potere, utilizzata da differenti soggetti politici nel corso del tempo. Una sala del Museo Nazionale è dedicata ai ritrovamenti in quest’area.

The building housed the exarchs during the High Middle Ages and later, the Lombard king Astolfo. It is a remarkable case of continuity of a seat of power, used by different political subjects over time.

Basilica di San Severo presso il Parco Archeologico di Classe

Costruita alla fine del VI secolo, è l’ultima basilica del grande ciclo paleocristiano di Ravenna. Nel X secolo in area ravennate le principali basiliche furono dotate di monasteri, e così avvenne per San Severo, citato dalle fonti come monasterium Sancti Rophili. Qui venne ospitata la corte degli Ottoni. Al tempo della dominazione della Repubblica veneta, nel XV secolo, la basilica fu demolita perché in rovina. I marmi e le colonne furono in parte conservati e utilizzati per una nuova chiesa ricostruita su pianta molto ridotta (sul perimetro dei muri della navata centrale) nel 1468. Nel 1822 non esisteva più nemmeno questa chiesa. Dal 1963 in poi il complesso di Basilica e monastero è oggetto di scavi che non si sono ancora conclusi. L’edificio originale era a pianta rettangolare e diviso in tre navate. Sull’esempio della altre basiliche ravennati, anche quella di San Severo doveva essere rivestita di marmi e mosaici, soprattutto nel presbiterio e nell’abside. I mosaici rinvenuti durante gli scavi sono ora in parte conservati presso il Museo Nazionale di Ravenna.
L’area archeologica in cui si inserisce la basilica è al momento chiusa. L’apertura è prevista per il 2015 quando verrà inaugurato il Parco Archeologico di Classe.

Il Mausoleo di Teoderico

Situato a nord est, ai confini dell’area urbana di Ravenna, fu costruito dopo il 520 dal re ostrogoto Teoderico come proprio monumento funerario, sull’esempio di mausolei romani. E’ edificato con grandi blocchi di pietra d’Istria su due ordini decagonali decorati con nicchie ad arco (ordine inferiore) e rilevati all’esterno (ordine superiore). Il mausoleo è coperto da una cupola costituita da un solo blocco di pietra d’Istria di circa 300 tonnellate di peso. All’interno, la sala al piano terreno a pianta cruciforme era destinata a funzioni liturgiche mentre quella al primo piano custodisce la vasca di porfido che conteneva le spoglie (disperse) di Teoderico.
Il Mausoleo fu trasformato in chiesa e prese il nome di Santa Maria al Faro con annesso un monastero: vi vennero deposti, nelle nicchie dell’ordine inferiore, sarcofagi di personaggi illustri, fra cui il papa Vittore II (1057).

Chiesa di San Francesco

La chiesa di San Francesco fu fatta costruire dal vescovo Neone nella seconda metà del V secolo. I francescani ne entrarono in possesso nel XIII secolo. Fu ricostruita nel X secolo e più volte rimaneggiata fino all’importante intervento conseguente al bombardamento del 1944. La struttura dell’antica costruzione è ancora visibile nella traccia di un arco presente a destra dell’ingresso. Si tratta della parte superiore di una porta che poggia a tre metri di profondità a causa del profondo abbassamento del suolo che ha interessato tutta l’area ravennate. Il campanile, a pianta quadrata, risale al X-XI secolo e si leva dall’interno della chiesa. L’interno della basilica è a tre navate divise da 24 colonne di marmo greco. L’altare maggiore è costituito dal sarcofago di Liberio III del V secolo. La cripta del X secolo fu costruita per conservare le spoglie del vescovo Neone: è a tre navate e con volte a crociera e mosaici ed è invasa dalle acque perché collocata sotto il livello del mare.

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Battistero degli Ariani

Il Battistero degli Ariani fu eretto nella piazzetta dell’attuale chiesa dello Spirito Santo (un tempo cattedrale degli Ariani) alla fine del V secolo, quando Teoderico aveva consolidato il suo dominio e l’arianesimo era la religione ufficiale della corte. La cupola è rivestita di mosaici raffiguranti il corteo dei dodici apostoli e, nel clipeo centrale, il battesimo di Cristo.
L’edificio, interrato per circa 2,3 metri, ha forma ottagonale e presenta quattro piccole absidi all’esterno.

Basilica di Sant'Apollinare in Classe

Situata a Classe (a circa 5 km dal centro di Ravenna) la chiesa fu edificata durante la prima metà del VI secolo. Si tratta di un perfetto esempio di architettura del suo tempo. Accanto alla Basilica si trova la vasta area archeologica del porto militare fatto costruire dall’Imperatore Augusto che ospitò la flotta romana. La Basilica ha una navata centrale e due navate laterali e dispone di una splendida serie di mosaici e numerosi sarcofagi, risalenti al V e all’VIII secolo.

Basilica di Sant'Apollinare Nuovo

Fatta costruire da Teoderico (493-526) accanto al suo palazzo, fu in origine adibita a Chiesa palatina, di culto ariano.  Dopo la conquista bizantina della città, la basilica venne riconsacrata al culto cattolico dal Vescovo Agnello nel 540. Il vescovo commissionò evidenti epurazioni nei mosaici – attualmente visibili – sostituendo i temi legati al culto ariano degli Ostrogoti con quelli del culto cattolico. Il campanile cilindrico, caratteristico delle costruzioni ravennati, risale al IX o X secolo.

Battistero Neoniano

Il Battistero della Cattedrale, detto anche Neoniano o degli Ortodossi, è il più antico monumento di culto conservato a Ravenna. Edificato alla fine del IV secolo, ha preso il nome dal vescovo Neone. Appena si entra nella semplice struttura ottagonale di mattoni, si è attratti dagli splendidi mosaici della cupola. La ricca decorazione dell’interno comprende, oltre ai mosaici della parte superiore, marmi nella parte inferiore e stucchi nell’area mediana.

La Cappella Arcivescovile o di Sant'Andrea

La Cappella è l’unico monumento ortodosso fatto innalzare durante il regno di Teoderico a Ravenna, quando il culto dominante era quello ariano. Dedicata originariamente a Cristo, fu in seguito intitolata a Sant’Andrea, le cui reliquie erano state trasportate da Costantinopoli a Ravenna attorno alla metà del VI secolo.

La cappella è costituita da un vano a pianta cruciforme proceduto da un piccolo vestibolo rettangolare, ricoperto da volta a botte e interamente rivestito in marmo nella parte inferiore e a mosaico in quella superiore. L’iconografia di questi ultimi è di grande interesse: tutto il programma decorativo tende a glorificare la figura del Cristo e le immagini dei Martiri in un’interpretazione chiaramente anti-ariana.

Il Mausoleo di Galla Placidia

Si tratta di un edificio imperiale con funzione di mausoleo costruito intorno al 426 e in origine collegato con un portico alla chiesa di Santa Croce, di cui rimangono pochi resti. Ha una forma irregolare a croce latina e uno splendido rivestimento di mosaici, il più antico di Ravenna. La rappresentazione realistica delle figure, così diverse dalle figure ieratiche dello stile bizantino orientale, è da riferirsi ad artisti romano-occidentali..

Domus dei Tappeti di Pietra

La Domus dei tappeti di pietra è un palazzo signorile bizantino (inizio del VI secolo), articolato in quattordici stanze e tre cortili, forse di proprietà di un funzionario della corte di Ravenna. Fu scoperto nel 1993. Tutte le stanze dell’edificio erano pavimentate in tarsia di marmo o a mosaico con raffinate geometrie e inserti figurati in tessere policrome. I “tappeti di pietra” dopo il loro restauro sono stati ricollocati nel luogo dove sono stati scoperti, in un ambiente sotterraneo appositamente realizzato al quale si accede dalla chiesa di Sant’Eufemia.

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